\ CHI SIAMO

COORDINAMENTO DEI PRODUTTORI E PROMOTORI
DI CULTURA E SPETTACOLO
DELLA REGIONE CAMPANIA

«Se non si dovesse far nulla, tranne per quel che è certo

non bisognerebbe far niente del tutto, perché nulla è certo (…):

non è certo, infatti, che vedremo la giornata di domani,

ed è certamente possibile che non la vediamo».

Blaise Pascal

CHI SIAMO

Il Coordinamento dei Produttori e Promotori di Cultura e Spettacolo della Regione Campania riunisce oltre 600 organismi su tutto il territorio regionale. Nato nel 2006, in modo spontaneo, per seguire la nascita della legge regionale sullo spettacolo dal vivo, si è poi costituito come Associazione per evidenziare in tutte le sedi Istituzionali le esigenze dei settori spettacolo e cultura, con particolare attenzione alla salvaguardia del mondo dell’associazionismo culturale e delle piccole e medie imprese, che da sempre contribuiscono alla creazione ed alla diffusione di significativi progetti culturali e di spettacolo.
Il Coordinamento è oggi un organismo stabile di confronto con le Istituzioni per la tutela e la valorizzazione del settore.

COMPOSIZIONE

Presidente e Coordinatore Regionale

Gabriella Stazio

Vice Presidenti

Marco Francini e Carlo  Mormile

Segretario

Sergio Tassi

Comitato Tecnico Scientifico

Comparto Danza

Elena D’Aguanno ed Amalia Salzano

Comparto Teatro e Cinema

Gennaro Testa

Comparto Arte

Francesco D’Errico ed Enrico Tomaselli

Comparto Musica

Giuseppe Mauro e Gennaro Pasquariello

MISSION
Sosteniamo la cultura e lo spettacolo nella Regione Campania.
La cultura e lo spettacolo dal vivo rappresentano fattori strategici per la crescita sociale ed economica del nostro Paese, motori di crescita collettiva che richiedono una azione politica forte, presente, continuativa. Il loro sviluppo, la loro crescita, la loro stabilità dipendono dall’equilibrio, dalla visione strategica, dal coordinamento, degli interventi pubblici destinati alla promozione dell’offerta e della domanda,
Noi, operatori Campani, siamo e ci sentiamo rappresentativi di una condizione – e di un sentimento – che accomuna gran parte dei lavoratori dello spettacolo e della cultura in Italia. Vogliamo, quindi, cominciare a riflettere, oltre che sulle ragioni e i principi del nostro lavoro, su quelle zone dove l’azione umana e politica determinano condizioni di incertezza (ma anche di precarietà, di instabilità, di sperequazione) che indeboliscono – quando non impediscono o distorcono, mutilano – la gioia e la serenità del nostro lavoro.
Vogliamo parlare del fascino del nostro lavoro, e delle ragioni individuali, esistenziali, artistiche, espressive che ci legano ad esso. Ma, anche, delle condizioni (individuali, esistenziali ma, anche, produttive, economiche, legislative) in cui ci troviamo a dover operare. Poiché l’azione umana e politica intervengono – e diversamente non potrebbe essere – sulle possibilità e sui vincoli che specificano le poste e le regole del meraviglioso “gioco” della creatività. Ed è, quindi, assolutamente necessario che le poste e le regole siano chiare e (possibilmente, tendenzialmente) “giuste”.

VISION
E’ la semplicità che è difficile a farsi.
Bertolt Brecht

Siamo utopisti, chiediamo il possibile.
«Siate realisti, chiedete l’impossibile», esortava un motto sessantottino. Ma noi siamo instancabili abitanti e lavoratori dell’utopia (il “buon luogo” – ευ-τοπια ”che non c’è” – ου-τοπια–, secondo Tommaso Moro
Per questo, ci ostiniamo a voler vivere e lavorare qui e ora. Che sembrerebbe la cosa più semplice, ma è la più difficile a farsi. E ci ostiniamo a immaginare che qui e ora sia possibile farlo bene, serenamente. E che ciò non richieda grandi opere, o grandi investimenti.
Pensiamo che ci siano piccole cose – piccoli progetti, piccole idee che possono sembrare banali – capaci di innescare grandi processi di trasformazione.
Cose possibili che, però, richiedono uno spostamento della prospettiva. Poiché vedono il problema da un diverso punto di vista, e “rischiano” di poterlo risolvere.
Piccole cose sostenute da grandi idee – trasparenza, partecipazione democratica, solidarietà, stabilità, diligenza nella cura – che sono indispensabili anche per trasformare le grandi idee e le grandi trasformazioni in progetti concretamente realizzabili.

LE COSE FATTE
Siamo riusciti a sollecitare e riaprire la discussione sul testo della Legge Regionale sullo spettacolo dal vivo inizialmente approvato dalla Regione.
E, ottenuto un contesto di collaborazione con le Istituzioni, esteso a tutti gli operatori del settore, siamo arrivati a raggiungere alcuni miglioramenti alla Legge regionale n. 6 del 15 giugno 2007 - “Disciplina degli interventi regionali di promozione dello spettacolo” – introducendo in essa l’attenzione alla salvaguardia del mondo dell’associazionismo culturale.

LE COSE CHE STIAMO FACENDO

TavoliperlaCultura#1.0 - FORUM
Un’idea semplice, che proprio per questo che può risultare vincente: riunirsi periodicamente, in maniera sistematica, tra operatori, professionisti, artisti, espandendo il campo anche alla formazione, alla comunicazione, alle tecnologie.
Discutere di SOLUZIONI da presentare alle Istituzioni locali, e seguirne l’attuazione.
Inoltre, continuiamo a monitorare l’attuazione e gli effetti della L.R 6/2007.

LE COSE CHE ABBIAMO DIMENTICATO DI FARE
C’è sempre una cosa che manca, che poi non è mai una sola. E non è detto che sia di quelle cose che devono stare in fondo all’elenco.
Sono le cose che possiamo pensare insieme.

pubblicato da admin |

1 commento »

  1. Complimenti! Ringrazio Facebook e principalmente Gennaro Pasquariello per avermi invitato per il 29 aprile alla riunione. Parteciperò volentieri anche per chiedere delucidazzioni in merito alle leggi della Campania sullo spettacolo e per offrire ogni mio umile contributo alla vostra associazione. Saluti, Mimi’ Palmiero.

    Comment di Mimi' Palmiero — 24 aprile 2009 @ 20:41

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento